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ILLUMINARE PERFETTAMENTE GLI AMBIENTI


Illuminare gli ambienti in maniera corretta è una materia assai complessa ma oggi, per fortuna, c’è una sensibilità diversa ed un approccio più consapevole nel voler realizzare effetti scenografici che si distinguano dalle soluzioni ordinarie (in alcuni casi anche errate) a cui siamo stati abituati fino a qualche anno fa.

Spesso mi viene chiesto: “Dove metto i faretti?”, “Quale temperatura di luce scegliere?” oppure “Dove metto il lampadario?” oppure ancora “Posso non mettere il lampadario?”. La vera risposta è che la luce va progettata, è un’arte meglio nota come LIGHTING DESIGN che richiede una preparazione specifica e rientra tra quelle competenze che possono fare la differenza nella scelta di un Professionista per l’affidamento di un incarico.

La luce gioca un ruolo determinante nella modellazione degli spazi; ne valorizza i materiali e conseguentemente gli arredi. È in stretta correlazione con la progettazione architettonica, motivo per il quale ricorrere al “fai da te” è spesso una soluzione che produce pessimi risultati.


Illuminare gli ambienti
Fonte: Pinterest

C’è da dire anche che all’illuminazione, il più delle volte, si arriva alla fine e con budget ridotti al minimo. Ne sono un esempio i cantieri di nuova costruzione in cui i punti luce sono pochi e persino mal posizionati. Per apportare miglioramenti, in questi casi, bisognerebbe buttare giù mezzo immobile, aprire tracce sui muri, aggiungere controsoffitti: un cliente che ha appena comprato una casa nuova si sente male al sol pensiero, e lo capisco.

L’illuminazione è in rapporto diretto con la distribuzione degli spazi e con la scelta degli arredi, fa parte di quegli “ingredienti architettonici” che connotano un progetto sin dall’inizio. Non è sufficiente posizionare faretti o applique a caso sui muri liberi, senza una logica ed una coerenza architettonica che abbia seguito un preciso iter progettuale.



CONSIGLI ED ERRORI DA EVITARE

Parti dal presupposto che per illuminare bene devi sapere cosa illuminare. Non commettere l’errore che, non sapendo cosa illuminare, eccedi nel posizionamento di troppi punti luce, ottenendo “l’effetto stadio”, oppure, al contrario, vengono lasciate alcune zona in ombra che invece andrebbero valorizzate. La luce non deve essere né troppa né poca; la luce va studiata e progettata! Essa ha il compito di modellare lo spazio, evidenziando alcune parti e mettendone in ombra delle altre, in un preciso “effetto chiaroscuro” di tutti gli elementi architettonici: un tavolo, un quadro, un divano o un angolo particolare.


Lighting Design, come illuminare correttamente gli spazi
Fonte: Pinterest

Bisogna creare diversi livelli di illuminazione:

- la luce primaria o diffusa illumina gli ambienti in maniera generale ed uniforme;

- la luce secondaria o di riempimento consente di creare un livello di illuminazione meno acceso e più morbido rispetto a quella primaria, evitando eventuali zone d’ombra;

- la luce d’accento o diretta consente di illuminare in maniera puntale un preciso angolo dell’ambiente, un determinato arredo o elemento architettonico.

Uno studio stratificato e ben progettato dell’illuminazione consente di creare diversi scenari differenziati a seconda delle esigenze.



LUCE CALDA O LUCE FREDDA

Affinché l’illuminazione sia ben studiata e ben progettata è indispensabile scegliere la temperatura di colore corretta. Probabilmente hai già familiarità con termini come “luce calda” o “luce fredda” ma vediamolo nel dettaglio.

La luce emessa da qualsiasi lampadina viene percepita dall’occhio umano con una gradazione di colore. Se questa gradazione tende verso il rosso, la luce viene definita CALDA (in inglese warm); se la gradazione tende verso il blu, viene definita FREDDA (in inglese cool). Questo colore viene misurato in gradi Kelvin, ecco perché si parla di TEMPERATURA DI COLORE.

Con le tradizionali lampadine ad incandescenza o alogene non si poteva scegliere il colore della luce che la lampadina produceva. Le lampadine tradizionali funzionavano con il passaggio di energia elettrica attraverso un filo che si surriscaldava e si tingeva di rosso. Questa incandescenza produceva luce. Dato che le lampadine a LED usano una tecnologia completamente diversa e molto più avanzata, è possibile scegliere la gradazione di colore che si desidera.